Nelle ultime settimane gli attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno di fatto bloccato il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20 per cento del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale.
Mi permetto solo un commento: nella prima parte parli di energia primaria e qua e là nel pezzo spieghi che per quanto la copertura da rinnovabili sia già alta l'elettricità è solo una parte del sistema energetico.
Questo è certamente vero, ma attenzione a non cadere nella cosiddetta "Fallacia dell'Energia Primaria": bisogna sempre ricordare che ogni km fatto in più con un'auto elettrica spiazza ben più energia primaria rispetto ai kWh di elettricità che si vanno ad utilizzare. Probabilmente conosci perfettamente il problema, ma per un pubblico generalista è bene ricordare questa cosa, altrimenti si finisce per sovrastimare la difficoltà nel decarbonizzare il sistema energetico.
Grazie! Sì, hai ragione, è un punto importante. Il problema è che è sempre complicato bilanciare quanto entrare nel dettaglio e quanto no in questi articoli, che già sono di per sé piuttosto lunghi.
Il timing è esatto: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha reso visibile una dipendenza energetica che l’Italia conosce da decenni ma tende a ignorare nei periodi di stabilità. Il mix italiano — ancora fortemente esposto a gas importato — reagisce agli shock di offerta in modo strutturalmente più violento rispetto a economie con maggiore produzione domestica. Non è solo un problema di prezzo, è un problema di trasmissione macro.
Sono nuova su Substack — scrivo di temi finanziari e mi farebbe molto piacere conoscere il tuo parere sui miei articoli, se hai voglia di darci un’occhiata.
Per l'Italia il problema non sarà il petrolio ma il gas e quindi l'elettricità quest'autunno, le rinnovabili sono troppo instabili, ci vuole un supporto fossile se no si fa la fine della spagna con i blackout.
Beh una considerazione la stessa Confindustria che lamenta gli alti costi dell’energia e’ quella che si oppone con tutte le forze alla transizione energetica trovando sponda nell’attuale governo……
Ma cosa impedisce, fattivamente, di fare pagare l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili al giusto prezzo, invece che dopato da quello del gas naturale? È una scelta? Un obbligo (nel caso: imposto da chi)?Qual è il motivo?
È una scelta di disegno del mercato elettrico europeo, adottata negli anni Novanta. In teoria è efficiente perché manda segnali di prezzo chiari agli investitori e quando fu progettato il mix era dominato da fonti con costi simili, quindi il divario tra prezzo di chiusura e costo medio era piccolo.
Per cambiarlo, serve un accordo europeo perché il mercato elettrico è integrato e l'Italia non può decidere da sola senza uscire dal mercato unico. La riforma approvata dall'UE nel 2024 ha spinto sui contratti a lungo termine (PPA e Contracts for Difference) che disaccoppiano parzialmente i prezzi, ma non ha toccato il meccanismo di base. Poi è tecnicamente complicato perché nella rete i kilowattora sono indistinguibili, quindi bisognerebbe decidere amministrativamente chi riceve l'elettricità "economica" da rinnovabili e chi quella "cara" da gas. Inoltre, i produttori di energia rinnovabile hanno investito nel sistema sapendo che avrebbero guadagnato tanto, c'è un problema di credibilità futura se ora gli tagli i loro guadagni.
Il prezzo Dopato è quello delle rinnovabili in quanto hanno un prezzo che è o garantito nei contratti (altissimo la Spagna paga molto meno) o quello del gas se il prezzo lo fiscal il gas.
Il famoso prezzo a zero è una balla. Quando va sotto la soglia garantita ai produttori viene rimborsato il prezzo garantito (altissimo ricordiamolo) e tu te lo trovi in bolletta come incentivi e oneri di sistema.
Ho un paio di curiosità per avere un quadro ancora più completo sull'argomento.
Si ha conoscenza dei progetti che l'Italia ha "in canna" in corso di progettazione o costruzione ma non ancora operativi che potrebbero nel breve periodo migliorare la produzione di energia sia elettrica che non?
Esiste un'analisi su come ridurre i consumi, sempre che sia possibile? Mi riferisco ad esempio al passaggio a veicoli elettrici, efficientamento energetico nel residenziale e nell'industria ecc...Quanto farebbero risparmiare? Anche se mi rendo conto che siamo in un periodo in cui la domanda di energia sia destinata a salire.
Complimenti per il quadro chiaro e completo! 👏
Mi permetto solo un commento: nella prima parte parli di energia primaria e qua e là nel pezzo spieghi che per quanto la copertura da rinnovabili sia già alta l'elettricità è solo una parte del sistema energetico.
Questo è certamente vero, ma attenzione a non cadere nella cosiddetta "Fallacia dell'Energia Primaria": bisogna sempre ricordare che ogni km fatto in più con un'auto elettrica spiazza ben più energia primaria rispetto ai kWh di elettricità che si vanno ad utilizzare. Probabilmente conosci perfettamente il problema, ma per un pubblico generalista è bene ricordare questa cosa, altrimenti si finisce per sovrastimare la difficoltà nel decarbonizzare il sistema energetico.
Ricordo questo video molto chiaro sul tema per chi fosse interessato: https://www.youtube.com/watch?v=vhSSyrs_OfY&t=84s
Grazie! Sì, hai ragione, è un punto importante. Il problema è che è sempre complicato bilanciare quanto entrare nel dettaglio e quanto no in questi articoli, che già sono di per sé piuttosto lunghi.
Stupenda analisi sulla situazione energetica italiana.
Forse l'unico difetto è che è troppo veritiera, chiara e lineare: per gli italiani questo è un problema.
Grazie infinite
Grazie!
Grazie per l'analisi chiara e dettagiata!
Grazie
Il timing è esatto: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha reso visibile una dipendenza energetica che l’Italia conosce da decenni ma tende a ignorare nei periodi di stabilità. Il mix italiano — ancora fortemente esposto a gas importato — reagisce agli shock di offerta in modo strutturalmente più violento rispetto a economie con maggiore produzione domestica. Non è solo un problema di prezzo, è un problema di trasmissione macro.
Sono nuova su Substack — scrivo di temi finanziari e mi farebbe molto piacere conoscere il tuo parere sui miei articoli, se hai voglia di darci un’occhiata.
Ottimo articolo. Direi che bisogna fare un accordo con la Russia. Adesso!
Per l'Italia il problema non sarà il petrolio ma il gas e quindi l'elettricità quest'autunno, le rinnovabili sono troppo instabili, ci vuole un supporto fossile se no si fa la fine della spagna con i blackout.
Grazie per l'analisi dettagliata e complimenti per la chiarezza!
Beh una considerazione la stessa Confindustria che lamenta gli alti costi dell’energia e’ quella che si oppone con tutte le forze alla transizione energetica trovando sponda nell’attuale governo……
Ma cosa impedisce, fattivamente, di fare pagare l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili al giusto prezzo, invece che dopato da quello del gas naturale? È una scelta? Un obbligo (nel caso: imposto da chi)?Qual è il motivo?
È una scelta di disegno del mercato elettrico europeo, adottata negli anni Novanta. In teoria è efficiente perché manda segnali di prezzo chiari agli investitori e quando fu progettato il mix era dominato da fonti con costi simili, quindi il divario tra prezzo di chiusura e costo medio era piccolo.
Per cambiarlo, serve un accordo europeo perché il mercato elettrico è integrato e l'Italia non può decidere da sola senza uscire dal mercato unico. La riforma approvata dall'UE nel 2024 ha spinto sui contratti a lungo termine (PPA e Contracts for Difference) che disaccoppiano parzialmente i prezzi, ma non ha toccato il meccanismo di base. Poi è tecnicamente complicato perché nella rete i kilowattora sono indistinguibili, quindi bisognerebbe decidere amministrativamente chi riceve l'elettricità "economica" da rinnovabili e chi quella "cara" da gas. Inoltre, i produttori di energia rinnovabile hanno investito nel sistema sapendo che avrebbero guadagnato tanto, c'è un problema di credibilità futura se ora gli tagli i loro guadagni.
Grazie mille per la solerzia e la puntualità della risposta! E complimenti per il post, interessantissimo come sempre.
Il prezzo Dopato è quello delle rinnovabili in quanto hanno un prezzo che è o garantito nei contratti (altissimo la Spagna paga molto meno) o quello del gas se il prezzo lo fiscal il gas.
Il famoso prezzo a zero è una balla. Quando va sotto la soglia garantita ai produttori viene rimborsato il prezzo garantito (altissimo ricordiamolo) e tu te lo trovi in bolletta come incentivi e oneri di sistema.
prima si mette il like, e poi si legge
scherzi a parte ottimo articolo, come sempre.
Ho un paio di curiosità per avere un quadro ancora più completo sull'argomento.
Si ha conoscenza dei progetti che l'Italia ha "in canna" in corso di progettazione o costruzione ma non ancora operativi che potrebbero nel breve periodo migliorare la produzione di energia sia elettrica che non?
Esiste un'analisi su come ridurre i consumi, sempre che sia possibile? Mi riferisco ad esempio al passaggio a veicoli elettrici, efficientamento energetico nel residenziale e nell'industria ecc...Quanto farebbero risparmiare? Anche se mi rendo conto che siamo in un periodo in cui la domanda di energia sia destinata a salire.
Grazie del tuo lavoro
Sui progetti non che io sappia. Sulla riduzione dell'energia e l'efficienza, c'era questo interessante articoli: https://hannahritchie.substack.com/p/electrification-energy-efficiency
Non esiste un paese evoluto che consuma poco energia.