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Avatar di Antonio Montinaro

Buongiorno, mi complimento per il suo Substack, che leggo sempre con interesse.

Vorrei dare un piccolo contributo alla discussione da bar "io la pensione me la sono pagata" e fare qualche considerazione di tipo più generale.

Sono del 1961 e ho una storia contributiva che va dal 1979 al 2024, totalizzando circa 44 anni di contribuzione come riscatto anni di studio, dipendente o libero professionista. Per valutare quanto avessi "pagato" per la mia pensione, ho costruito un montante complessivo, capitalizzando tutti i contributi versati a partire dal 1979, considerando per ciascun anno sia un primo coefficiente di rivalutazione per l'inflazione che un secondo coefficiente di rivalutazione per tenere conto della crescita reale del PIL di lungo periodo, stimata all'1,2% annuo per il periodo 1979-2024. Ho poi ipotizzato che il montante così ottenuto a fine 2024 continui a rendere lo 0,50% reale per anno e intanto sia progressivamente utilizzato per il pagamento della pensione: il risultato è che il montante accumulato a fine 2024 copre 20 anni di pensione, incidentalmente pari alla speranza di vita per gli uomini di 65 anni. (quindi....nessun regalo)

Questo per dire che rispetto al caso limite citato nel post del soggetto andato in pensione nel 2011 in regime totalmente retributivo (oggi 75enne) anche un 65enne come il sottoscritto (in regime misto, contributivo dal 1995) può essere in una posizione già molto diversa. E questo sarà ancora maggiormente il caso per soggetti più giovani, con una quota in regime contributivo ancora più elevata.

Eppure tutti indistintamente, se titolari di trattamenti pensionistici sopra certe soglie, siamo soggetti alla medesima falcidia da mancata rivalutazione per l'inflazione. Casi diversi, trattamento identico, e questo con la benedizione della Corte Costituzionale, la cui sentenza 167/2025 a me è sembrata un autentico prodotto di ragion di stato e formalismo giuridico.

In assenza del consenso per una riforma organica (tipo contributivo per tutti, compreso il 75enne di cui sopra e chi scrive) intanto nella patria del diritto si colpisce alla cieca con i blocchi alle rivalutazioni (che - Consulta dixit - proprio no, non sono una forma di tassazione occulta....)

P.S.

1) Il grafico "L'aliquota dei dipendenti è più che raddoppiata" riportato nel post non trova riscontro nelle risultanze del mio estratto conto contributivo INPS, secondo il quale i contributi complessivamente versati ogni anno come dipendente sono sempre stati pari al 33% del reddito, a partire dal 1979

2) Dove è possibile ricavare una serie di lungo periodo di tassi di crescita del PIL monetario?

Avatar di ssmattiello@gmail.com

Molto chiaro, grazie. Piccolo fuori tema, l’INPS qualcosina avrà pur messo a frutto, qualche rendita contribuirà a far fronte alle erogazioni. O no?

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