I sette principali telegiornali serali italiani registrano in media circa 13,7 milioni di spettatori. Il TG1 delle ore 20 raggiunge 4,4 milioni di spettatori, quasi un quarto dei televisori accesi in quella fascia, il TG5 3,8 milioni, il TG3 1,9 milioni, il TG La7 1,4 milioni, mentre il TG2, il TG4 e Studio Aperto si attestano tra i 650 mila e gli 820 mila. Questa somma va presa con le pinze perché se una persona guarda sia il TG3 delle 19 sia il TG1 delle 20, sarà contata due volte, ma ci dà comunque un ordine di grandezza. Secondo Agcom, tra il 2021 e il 2025 il tempo davanti ai tg serali è calato di circa un sesto. Solo due tg non hanno perso spettatori in questo periodo: il TG La7 e il TG4.
Nelle ultime settimane ho lavorato a un nuovo progetto, attivo da questo mese, che misura ogni giorno gli argomenti dei sette tg. Ogni mattina si aggiorna con le edizioni della sera precedente e ho pubblicato una pagina con grafici e dati scaricabili. Il meccanismo è lo stesso che già usiamo per le citazioni dei politici sui quotidiani. Quello che emerge, nel primo mese di dati, è che i sette telegiornali raccontano giornate molto differenti tra loro per gli argomenti trattati, per lo spazio dato al governo e per il trattamento della cronaca nera.
Come funziona
Il conteggio si basa sulle edizioni del TG1 e del TG5 delle ore 20, del TG2 delle ore 20:30, del TG3 e del TG4 delle ore 19, di Studio Aperto delle ore 18:30 e del TG La7 delle ore 20. Ho trascritto automaticamente ogni puntata con Whisper, un modello di riconoscimento vocale che trasforma l’audio in testo, e poi ho affidato la lettura delle trascrizioni a un sistema di intelligenza artificiale (i modelli Anthropic Sonnet e Opus). Gli agenti hanno diviso la puntata in servizi, delimitandoli con gli annunci del conduttore e hanno classificato ogni singolo servizio. La classificazione segue un insieme di regole scritto da me che stabilisce cosa rientra nella cronaca nera, quando un politico è protagonista e come valutare l’atteggiamento di un pezzo nei confronti del governo (favorevole o critico). Ho poi introdotto un controllo automatico su ogni classificazione per trovare eventuali incongruenze che vengono rilette manualmente.
A settembre ho così analizzato 193 edizioni, 3.456 servizi e circa 94 ore di contenuti. Per il TG4 le puntate complete sono disponibili solo dal 18 settembre, per cui i suoi dati si basano su tredici edizioni contro le 30 degli altri telegiornali. Vediamo di che cosa parlano effettivamente i telegiornali italiani.
Di cosa parlano i telegiornali
Il TG di La7 dedica il 37 per cento del tempo agli esteri e il 29 per cento alla politica italiana, due temi che insieme occupano i due terzi del tempo del tg. Anche il TG1 e il TG2 sono vicini al 30 per cento di esteri. A settembre, con i droni su Lipsia attribuiti alla Russia e l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a Washington, le notizie dall’estero hanno avuto un peso importante. Sia il TG5 sia il TG La7 hanno aperto con una notizia estera in 18 sere su 30.
La politica italiana occupa tra il 22 e il 29 per cento del tempo sul TG2, TG3, TG4 e TG La7, il 13 per cento sul TG1, il 12 per cento sul TG5 e il 7,5 per cento su Studio Aperto, circa un minuto e mezzo per puntata. La cronaca nera, la sicurezza e la cronaca giudiziaria occupano il 42 per cento del tempo sul TG4, circa un quarto su TG1, TG5 e Studio Aperto e tra il 15 e il 16 per cento su TG2, TG3 e TG La7. Il TG1 è il più distante dalle altre testate Rai su questo punto, soprattutto per i grandi casi giudiziari: la fine dell’inchiesta su Garlasco e il femminicidio di Lorena Isceri, a cui ha dato più spazio di TG2 e TG3. Studio Aperto apre con la cronaca dieci sere su 30, il più frequente, mentre il TG5 non lo fa mai.
La differenza maggiore riguarda la categoria “sicurezza e degrado” che include lo spaccio nei quartieri, le proteste dei residenti, le occupazioni. È qui che si concentra la sensazione di insicurezza di un quartiere. Il TG4 le dedica il 15 per cento del tempo, più della somma di esteri ed economia, mentre le altre testate sono sotto il 3 per cento, con TG2 e TG La7 quasi a zero. Tra i casi ci sono il degrado a Tor Sapienza (Roma) e le ronde di cittadini autorizzate a Sesto San Giovanni. Il TG4 è primo anche per società e costume, con il 16 per cento, mentre cultura, spettacolo e sport occupano tra il 18 e il 19 per cento su TG5 e Studio Aperto e sono quasi assenti sul TG La7.
Quanto spazio si dà al governo
Un primo indicatore da guardare è il tempo di notizia1, ossia la durata dei servizi con un politico protagonista, ripartita tra gli schieramenti dei protagonisti. Nel complesso, sui sette telegiornali il governo ha un peso del 55 per cento, l’opposizione del 18 per cento e i partiti di maggioranza che non sono al governo del 6,2 per cento. Ricordo che i ministri vanno sempre considerati come governo, anche quando parlano come capi di partito. Il fatto che le decisioni del governo siano notizie (per esempio l’abolizione del bollo auto o il tetto agli studenti stranieri nelle classi) contribuisce in parte a questo divario.
Lo squilibrio è presente in tutte le testate, con grandi differenze tra l’una e l’altra. Per esempio, in Studio Aperto il governo ha un peso del 66 per cento, mentre l’opposizione del 2,9 per cento. Il TG1 e il TG5 sono circa 57 a 20, mentre il TG La7 è 48 a 19, con una quota dell’11 per cento per Roberto Vannacci e Futuro Nazionale, il suo partito.
Un secondo indicatore da guardare sono le prese di parola, ossia il numero di servizi in cui interviene uno schieramento, con un sonoro o frasi riportate. Qui c’è più equilibrio, perché molti servizi sulle decisioni del governo contengono anche la risposta dell’opposizione. Nel complesso il governo ha un peso del 47 per cento e l’opposizione del 21 per cento. Il TG3 (40 a 26) e il TG La7 (37 a 26) sono i due più vicini alla parità, mentre Studio Aperto è 63 a 8,8. Nel TG4, Marco Rizzo, leader di Democrazia sovrana popolare, è un ospite fisso in studio e da solo rappresenta quasi un quinto dei secondi di sonoro dei politici.
I servizi con politici protagonisti sono stati poi classificati in base al taglio che danno verso l’esecutivo. Sono favorevoli quando riportano misure del governo con le parole del governo o evidenziano i risultati, sono critici quando danno prevalente spazio alle obiezioni, ai costi e alle contraddizioni e sono equilibrati quando alternano le due cose.
Il TG4 è favorevole il 71 per cento del tempo politico, mentre Studio Aperto il 56 per cento. Il TG1, il TG2 e il TG5 hanno una prevalenza equilibrata, ma quando pendono lo fanno verso il governo: favorevoli il 35-41 per cento e critici il 9-18 per cento. Il TG3 e il TG La7 sono gli unici con una prevalenza critica, rispettivamente 49 e 41 per cento del tempo, mentre sono favorevoli il 15 e il 13 per cento. Questa misura è la più sperimentale del progetto. Per esempio, un servizio sulla manovra con i dati Istat sul deficit può essere neutro o critico a seconda dello spazio che si dà alle reazioni. Il confine tra queste categorie è meno netto di quello tra cronaca e politica, ma la distanza tra TG4 e TG3 è comunque abbastanza grande da reggere anche spostando il confine in modo ragionevole.
Il peso della cronaca nera
La categoria del servizio è l’argomento di cui tratta principalmente il pezzo, ma la criminalità è presente anche in servizi di politica (per esempio, quando un ministro commenta una scarcerazione). Per questo motivo ho segnato a parte tutti i servizi che trattano di reati o sicurezza, indipendentemente dalla categoria. Rappresentano il 19 per cento del notiziario complessivo.
Sul TG4 sono il 36 per cento, circa 12 minuti per puntata, mentre Studio Aperto, TG1 e TG5 sono tra il 21 e il 23 per cento e TG2, TG3 e TG La7 sono circa tra il 12 e il 13 per cento. In termini di minuti, TG5, il notiziario più lungo, ne dedica 8 a sera, mentre TG2 meno di tre. La differenza principale sta nel modo in cui viene raccontata la cronaca nera. La nazionalità dell’autore del reato è citata nel 43 per cento dei servizi di TG4, in circa uno su quattro su Studio Aperto e TG5, nel 14 per cento di TG1 e nel 5,5 per cento di TG3. Le nazionalità più citate sono quella bengalese e marocchina. Il collegamento con l’immigrazione è presente nella metà dei servizi sulla criminalità di TG4, in un quarto di quelli di Studio Aperto e nel 6,8 per cento di quelli di TG3. Infine, il TG4 adotta un tono enfatico nell’88 per cento del tempo dedicato alla criminalità, il TG5 nel 55 per cento, mentre le altre testate sono tra il 32 e il 46 per cento.
Nell’insieme di regole, il tono enfatico include parole come “choc” o “orrore”, l’allarme per un pericolo e lo spazio dato al dolore dei familiari, al posto di un racconto asciutto. Questo aspetto non riguarda solo la cronaca, ma tutti i temi e la sua diffusione è superiore alle attese. Il TG2 è enfatico per il 47 per cento del tempo, il TG4 per il 66 per cento e le altre cinque testate sono tra il 49 e il 55 per cento.
Questo si può spiegare in parte con gli argomenti trattati nel mese: quasi tutte le testate hanno usato toni carichi quando hanno parlato di guerre e lutti, come per la morte di Emma Bonino o quella dell’operaio Andrea Moretti al Colosseo. Le differenze tra le testate sono quindi minori sul notiziario nel suo insieme che sulla cronaca, dove invece si distacca il TG4. Questa classificazione è la più soggettiva del progetto: è utile per confrontare le testate, ma meno per valutare il livello assoluto.
Il mondo visto dai telegiornali
Gli Stati Uniti sono il primo paese che appare in quasi tutte le testate: su TG1 occupano il 7,8 per cento del tempo, mentre le altre sono tra il 3,9 e il 6,5 per cento, con TG4 sotto l’1 per cento. Il TG di La7 è quello che si concentra di più su Russia e Ucraina: la Russia è protagonista del 7,2 per cento e l’Ucraina del 5,9 per cento, mentre su TG5 e Studio Aperto l’Ucraina è tra l’1,2 e l’1,5 per cento. La Germania è più presente del normale, con i droni su Lipsia e il successo elettorale di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt.
Israele arriva al 4,3 per cento su TG La7 e supera di poco il 2 per cento solo su TG1 e TG5, mentre la Palestina è sotto il 2 per cento in tutte le testate, quasi zero su TG5 e Studio Aperto. Su TG4, in tredici puntate, l’Ucraina non è mai stata protagonista di un servizio. I paesi esteri più presenti sono il Regno Unito (con le proteste contro gli sbarchi) e la Spagna (con la crisi migratoria a Ceuta). Anche la parte estera del TG4 è dunque incentrata soprattutto sull’immigrazione.
Quanto si somigliano le scalette
Ho infine calcolato per ogni coppia di tg e per ogni sera la quota di tempo sulle stesse notizie, con un indice che va da 0 (nessuna notizia in comune) a 100 (scalette uguali anche nelle proporzioni).
I tg Rai sono i più simili tra loro: il TG2 e il TG3 hanno un indice di 52, mentre il TG1 e il TG2 di 48. Il TG La7 è più vicino al TG3 (45) che al TG5 (33). Studio Aperto ha un indice di circa 27-29 con tutte le altre testate, mentre il TG4 è tra 17 e 23. Il TG4 dedica il 53 per cento del tempo a notizie che quella sera nessuna delle altre sei testate ha dato, Studio Aperto il 39 e il TG5 il 35. Il TG La7 e il TG2 sono invece al 14-15 per cento: le loro scalette sono fatte quasi tutte di notizie del giorno date anche dagli altri.
In conclusione
Ricapitolando: in un mese il paese che si vede la sera cambia a seconda del tg che si guarda, sia per l’agenda che per il modo in cui viene raccontato il governo. Il TG1 e il TG5, i due più seguiti, si collocano in una posizione intermedia su quasi tutti gli indicatori, anche se il TG1 fa più cronaca di quello che ci si potrebbe aspettare.
Da un lato c’è il TG4, che fa molta cronaca con toni forti e ha un taglio per lo più favorevole al governo. Dall’altro lato ci sono il TG3 e il TG La7, che fanno più politica ed esteri e sono più critici nei confronti del governo. Il TG4 e il TG La7 sono anche i due tg che negli ultimi anni hanno mantenuto o aumentato il pubblico. Entrambi hanno identità forti, seppur in direzioni opposte.
Come dicevo all’inizio, la pagina verrà aggiornata ogni giorno per i prossimi mesi e questo ci permetterà di capire come cambia il peso relativo dell’attualità, l’eventuale linea editoriale e le direzioni che prenderanno i telegiornali con l’accendersi della campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2027.
Il tempo di notizia è il tempo di ogni servizio diviso per gli schieramenti dei politici protagonisti. Per esempio, se un servizio dura due minuti e ci sono un ministro e un leader dell’opposizione, un minuto va al governo e un minuto all’opposizione. La somiglianza delle scalette è la quota di tempo che ogni sera due tg dedicano alle stesse notizie, prendendo per ogni notizia il valore minore tra i due. La media è calcolata sulle serate in cui sono andate in onda entrambe le edizioni. I dati di ogni servizio sono scaricabili dalla pagina del progetto.








Lavoro eccezionale, complimenti! Sarà molto interessante seguire l'evoluzione dei dati con la campagna elettorale che entra nel vivo
Complimenti Lorenzo, davvero ben fatto!