L'obiezione è il tempo, ma continuando così non si costruiranno mai. Anche tre anni fa, con l'insediamento dell'attuale governo sedicente favorevole al nucleare, il tempo medio era di dieci anni. Iniziando subito l'iter per la costruzione oggi sarebbero rimasti sette anni, al netto di possibili ritardi.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento di uranio, il Kazakhstan è il principale esportatore di fissile, ma non è l'unico, ci sono anche Canada e Australia. Inoltre l'uranio non è energeticamente denso come il gas, ma molto di più, quindi il suo prezzo incide in maniera irrisoria sul prezzo dell'energia.
Il discorso sulla sovranità, infine, regge a metà, in quanto è vero che avremmo comunque bisogno di importare fissile, ma siamo tutt'ora costretti ad importare pannelli solari e turbine eoliche: noi (noi Italia ma anche noi Europa) non abbiamo i materiali necessari a produrci in casa questi oggetti.
Concludo dicendo che il nucleare è necessario, quindi non c'è obiezione che tenga. Se iniziamo oggi sarà pronto nel 2040? Bene, nel 2040 saremo più indipendenti. Nel 2050 arriverà (forse) la fusione? La fissione rimarrà competitiva per molti anni dopo l'arrivo della fusione.
Ma anche secondo me ha senso iniziare a farlo. Il mio punto è più che altro che mi sembra che quando si parla di nucleare si sottovaluta la complessità della cosa.
Non si sottovaluta, o meglio, chi ne parla a sproposito lo fa. Difatti tutti i piani per la decarbonizzazione efficace ed efficiente entro 2030, 2040 e 2050 includono una quota di nucleare, una di rinnovabili programmabili (geotermico, idroelettrico) e una di rinnovabili aleatorie (solare, fotovoltaico, eolico).
Non esistono piani seri e accreditati per cui un Paese debba dotarsi di punto in bianco di una flotta di reattori paragonabile a quella francese, perché a quel punto sì che sarebbero soldi e tempo buttati in un piano folle e non davvero pensato. Parimenti, non esistono piani efficaci ed efficienti per un modello 100% rinnovabili.
Credo che questo articolo sia un punto di partenza chiaro serio e oggettivo per parlare di nucleare.
Essendo abbastanza vecchio ho vissuto le discussioni dopo Chernobyl sulla chiusura delle nostre centrali.
La chiusura di Caorso nel 1987, operativa da appena cinque anni, dal 1981 al 1986, era nel 1987 ferma per manutenzione per la sostituzione delle barre di combustibile, costruita in modo moderno e sicuro da aziende italiane, è stata una assurdità.
Nessun incidente come quello di Chernobyl sarebbe stato possibile.
Con costi di smantellamento che paghiamo e pagheremo in bolletta per decenni senza averne tratto alcun beneficio se non i 29 TWh prodotti, che ai prezzi attuali sarebbero circa tre miliardi di euro.
A dimostrazione che le scelte irrazionali si pagano sempre.
Per lo stesso motivo penso che sarebbe una scelta irrazionale ritornare al nucleare adesso in Italia.
La sovranità energetica si deve raggiungere a livello europeo, con investimenti nelle regioni in cui è presente una filiera produttiva già attiva e tollerata, come la Francia. E linee elettriche ridondanti ad altissima capacità. Che rappresenterebbero comunque un investimento considerevole e necessario comunque.
A meno che, come per la Francia, non si pensi ad una sovranità nel nucleare militare nazionale anche in Italia.
Ma anche questa sarebbe una assurdità. La difesa nucleare deve essere europea coinvolgendo Francia ed anche UK in una struttura di difesa comune.
L'energia nucleare è un problema troppo grande per lasciarlo ai politici nazionali.
Sarebbero troppo condizionabili da opinioni pubbliche ondivaghe e irrazionali come il caso di Caorso dimostra.
Su questo si gioca il futuro dell'Europa: affrontare problemi troppo grandi per i singoli paesi.
Concordo al 100%, la strategia dovrebbe esser europea coinvolgendo il know-how e le filiere già in esser investendo con debito Europe condiviso da tutti i paesi delle’EU o almeno quelli che voglion far parte del progetto evitando unanimità e quant’altro.
Interessante, sul punto dei decessi reali in conseguenza di Chernobyl quale fonte ha utilizzato? Perché anni fa avevo fatto una ricerca ma studi solidi validati scientificamente non ne ne avevo trovati. È uscito qualcosa recentemente?
Tra nucleare e rinnovabili dovremmo investire (o meglio, le big companies dovrebbero investire) 150 miliardi per portare quasi a zero la dipendenza dal gas… considerando che al picco delle sovvenzioni alle rinnovabili investivano si e no 12 miliardi, per fare quegli investimenti, partendo oggi, ci vorrebbero oltre 10 anni, e questo solo per “trovare” la finanza, non per mettere a terra il tutto, che dipende anche dai tempi della burocrazia.
La verità è che restando come siamo possiamo fare i terzisti della Germania, o i terzisti della farmaceutica mondiale, ma già sul marketing del tessile/abbigliamento non so quanto sia durevole il moat…
E resta il problema del cuneo fiscale folle e della difficoltà di trattenere talenti
L'obiezione è il tempo, ma continuando così non si costruiranno mai. Anche tre anni fa, con l'insediamento dell'attuale governo sedicente favorevole al nucleare, il tempo medio era di dieci anni. Iniziando subito l'iter per la costruzione oggi sarebbero rimasti sette anni, al netto di possibili ritardi.
Per quanto riguarda l'approvvigionamento di uranio, il Kazakhstan è il principale esportatore di fissile, ma non è l'unico, ci sono anche Canada e Australia. Inoltre l'uranio non è energeticamente denso come il gas, ma molto di più, quindi il suo prezzo incide in maniera irrisoria sul prezzo dell'energia.
Il discorso sulla sovranità, infine, regge a metà, in quanto è vero che avremmo comunque bisogno di importare fissile, ma siamo tutt'ora costretti ad importare pannelli solari e turbine eoliche: noi (noi Italia ma anche noi Europa) non abbiamo i materiali necessari a produrci in casa questi oggetti.
Concludo dicendo che il nucleare è necessario, quindi non c'è obiezione che tenga. Se iniziamo oggi sarà pronto nel 2040? Bene, nel 2040 saremo più indipendenti. Nel 2050 arriverà (forse) la fusione? La fissione rimarrà competitiva per molti anni dopo l'arrivo della fusione.
Ma anche secondo me ha senso iniziare a farlo. Il mio punto è più che altro che mi sembra che quando si parla di nucleare si sottovaluta la complessità della cosa.
Non si sottovaluta, o meglio, chi ne parla a sproposito lo fa. Difatti tutti i piani per la decarbonizzazione efficace ed efficiente entro 2030, 2040 e 2050 includono una quota di nucleare, una di rinnovabili programmabili (geotermico, idroelettrico) e una di rinnovabili aleatorie (solare, fotovoltaico, eolico).
Non esistono piani seri e accreditati per cui un Paese debba dotarsi di punto in bianco di una flotta di reattori paragonabile a quella francese, perché a quel punto sì che sarebbero soldi e tempo buttati in un piano folle e non davvero pensato. Parimenti, non esistono piani efficaci ed efficienti per un modello 100% rinnovabili.
Credo che questo articolo sia un punto di partenza chiaro serio e oggettivo per parlare di nucleare.
Essendo abbastanza vecchio ho vissuto le discussioni dopo Chernobyl sulla chiusura delle nostre centrali.
La chiusura di Caorso nel 1987, operativa da appena cinque anni, dal 1981 al 1986, era nel 1987 ferma per manutenzione per la sostituzione delle barre di combustibile, costruita in modo moderno e sicuro da aziende italiane, è stata una assurdità.
Nessun incidente come quello di Chernobyl sarebbe stato possibile.
Con costi di smantellamento che paghiamo e pagheremo in bolletta per decenni senza averne tratto alcun beneficio se non i 29 TWh prodotti, che ai prezzi attuali sarebbero circa tre miliardi di euro.
A dimostrazione che le scelte irrazionali si pagano sempre.
Per lo stesso motivo penso che sarebbe una scelta irrazionale ritornare al nucleare adesso in Italia.
La sovranità energetica si deve raggiungere a livello europeo, con investimenti nelle regioni in cui è presente una filiera produttiva già attiva e tollerata, come la Francia. E linee elettriche ridondanti ad altissima capacità. Che rappresenterebbero comunque un investimento considerevole e necessario comunque.
A meno che, come per la Francia, non si pensi ad una sovranità nel nucleare militare nazionale anche in Italia.
Ma anche questa sarebbe una assurdità. La difesa nucleare deve essere europea coinvolgendo Francia ed anche UK in una struttura di difesa comune.
L'energia nucleare è un problema troppo grande per lasciarlo ai politici nazionali.
Sarebbero troppo condizionabili da opinioni pubbliche ondivaghe e irrazionali come il caso di Caorso dimostra.
Su questo si gioca il futuro dell'Europa: affrontare problemi troppo grandi per i singoli paesi.
Concordo al 100%, la strategia dovrebbe esser europea coinvolgendo il know-how e le filiere già in esser investendo con debito Europe condiviso da tutti i paesi delle’EU o almeno quelli che voglion far parte del progetto evitando unanimità e quant’altro.
Interessante, sul punto dei decessi reali in conseguenza di Chernobyl quale fonte ha utilizzato? Perché anni fa avevo fatto una ricerca ma studi solidi validati scientificamente non ne ne avevo trovati. È uscito qualcosa recentemente?
Grazie
Qui c'è un'ottima sintesi di OWID: https://ourworldindata.org/what-was-the-death-toll-from-chernobyl-and-fukushima
Tra nucleare e rinnovabili dovremmo investire (o meglio, le big companies dovrebbero investire) 150 miliardi per portare quasi a zero la dipendenza dal gas… considerando che al picco delle sovvenzioni alle rinnovabili investivano si e no 12 miliardi, per fare quegli investimenti, partendo oggi, ci vorrebbero oltre 10 anni, e questo solo per “trovare” la finanza, non per mettere a terra il tutto, che dipende anche dai tempi della burocrazia.
La verità è che restando come siamo possiamo fare i terzisti della Germania, o i terzisti della farmaceutica mondiale, ma già sul marketing del tessile/abbigliamento non so quanto sia durevole il moat…
E resta il problema del cuneo fiscale folle e della difficoltà di trattenere talenti