L’Italia destina all’istruzione la quota più bassa di spesa pubblica dell’Unione europea, eppure per un alunno delle elementari spende più di Francia e Germania
Grazie dell'analisi. Quello che manca, naturalmente, è ciò che non dipende dai dati, ma che potrebbe, forse, emergere se ci fosse un sondaggio serio per gli insegnanti, con forti garanzie di anonimato (ma non so se emergerebbe dalla maggioranza delle risposte). Si tratta, in Italia, di un mondo variegato fatto di abusi e ingerenze nei confronti di chi ha a cuore la didattica seria (ciò che alla fine produce effettivamente i risultati), di chi sceglie la carriera per poi scaldare il posto, regalando voti, accontentando i genitori che altrimenti sono pronti a sfoderare ricorsi in tribunale, dove ci si attacca alla burocrazia più che alla sostanza; di conseguenza, ciò che muove dirigenti, collaboratori scolastici, e di conseguenza insegnanti, è il rispetto della forma a discapito del contenuto. Il tutto nel quadro sconfortante fatto di dati che ci riporti fedelmente. Il mio è ovviamente un resoconto parziale, ma questi e simili meccanismi spiegano gli scarsi risultati a fronte dei tanti insegnanti a supporto degli studenti.
sempre lo stesso problema: gli insegnanti votano, gli studenti no, e quando potranno, i governi saranno cambiati e nessuno più potrà indicare il colpevole. L'insegnamento è una, forse, la mansione più importante all'interno della società, ma la politica concentra tutti i suoi sforzi per compiacere gli insegnanti, accontentandosi di avere studenti con programmi inadeguati e sempre meno preparati.
"l’Italia ha scelto la forma più radicale di inclusione: il 97 per cento degli alunni con disabilità sta in classe ordinaria per almeno l’80 per cento del tempo, contro il 44 per cento della Germania, che ne manda più della metà in scuole speciali, o il 37 della Francia, che li affianca con accompagnatori non docenti a tempo parziale. Il Portogallo però, con un tasso di inclusione in classe dell’87 per cento, ci arriva con un docente di sostegno ogni tredici alunni con disabilità, mentre in Italia ce n’è uno ogni 1,4."
Come si spiega questa differenza fuori scala? Su quali criteri si basa? Cosa dice la letteratura scientifica al riguardo?
Sarebbe interessante avere il parere da parte di esperti in materia.
Quando di presentano questi numeri si dovrebbe sempre ricordare che l’italia è gravata da un enorme debito pubblico e quella è l’unica voce cui il nostro paese, ainoi, destina più risorse degli altri membri.
Grazie dell'analisi. Quello che manca, naturalmente, è ciò che non dipende dai dati, ma che potrebbe, forse, emergere se ci fosse un sondaggio serio per gli insegnanti, con forti garanzie di anonimato (ma non so se emergerebbe dalla maggioranza delle risposte). Si tratta, in Italia, di un mondo variegato fatto di abusi e ingerenze nei confronti di chi ha a cuore la didattica seria (ciò che alla fine produce effettivamente i risultati), di chi sceglie la carriera per poi scaldare il posto, regalando voti, accontentando i genitori che altrimenti sono pronti a sfoderare ricorsi in tribunale, dove ci si attacca alla burocrazia più che alla sostanza; di conseguenza, ciò che muove dirigenti, collaboratori scolastici, e di conseguenza insegnanti, è il rispetto della forma a discapito del contenuto. Il tutto nel quadro sconfortante fatto di dati che ci riporti fedelmente. Il mio è ovviamente un resoconto parziale, ma questi e simili meccanismi spiegano gli scarsi risultati a fronte dei tanti insegnanti a supporto degli studenti.
Classi con brocchi e classi con fenomeni insieme
Investimento = pagare lo stipendio
E poi ci sorprendiamo che i redditi di tutti gli italiani, formati dalla scuola pubblica, siano ingessati da non so quanto… mah
sempre lo stesso problema: gli insegnanti votano, gli studenti no, e quando potranno, i governi saranno cambiati e nessuno più potrà indicare il colpevole. L'insegnamento è una, forse, la mansione più importante all'interno della società, ma la politica concentra tutti i suoi sforzi per compiacere gli insegnanti, accontentandosi di avere studenti con programmi inadeguati e sempre meno preparati.
"l’Italia ha scelto la forma più radicale di inclusione: il 97 per cento degli alunni con disabilità sta in classe ordinaria per almeno l’80 per cento del tempo, contro il 44 per cento della Germania, che ne manda più della metà in scuole speciali, o il 37 della Francia, che li affianca con accompagnatori non docenti a tempo parziale. Il Portogallo però, con un tasso di inclusione in classe dell’87 per cento, ci arriva con un docente di sostegno ogni tredici alunni con disabilità, mentre in Italia ce n’è uno ogni 1,4."
Come si spiega questa differenza fuori scala? Su quali criteri si basa? Cosa dice la letteratura scientifica al riguardo?
Sarebbe interessante avere il parere da parte di esperti in materia.
Quando di presentano questi numeri si dovrebbe sempre ricordare che l’italia è gravata da un enorme debito pubblico e quella è l’unica voce cui il nostro paese, ainoi, destina più risorse degli altri membri.