Cosa leggere quest’estate per capire perché l’Italia non cresce
Una lista di libri, paper e ricerche per il periodo estivo per capire perché l’Italia è ferma da trent’anni.
Questa è una puntata speciale estiva di CrescitaZero, la serie di articoli scritti insieme a Elia Bidut per capire cos’è successo alla crescita italiana. Qui trovi il manifesto.
Negli approfondimenti usciti finora abbiamo mostrato i numeri della stagnazione italiana, dalla produttività ferma ai salari che non crescono. Dietro quei numeri ci sono le letture che hanno orientato i nostri ragionamenti, domande e curiosità. Questa puntata extra le mette in fila: ci sono sia libri che articoli, speriamo possano essere spunti utili per le vostre letture estive.
Le letture di questa puntata guardano molto fuori dall’Italia ed è una scelta. La stagnazione italiana si capisce meglio osservando come la crescita funziona dove funziona: nasce dalle idee e dalla concorrenza che le seleziona, mentre si ferma dove le rendite riescono a difendersi. Abbiamo inserito una sezione con alcune letture che ci hanno colpito anche da autori e autrici nazionali.
Una piccola nota: la scelta di questi titoli riflette preferenze personali, non riceviamo alcun compenso né dagli autori, né dalla vendita di alcun libro citato in questo articolo.
I libri dal mondo
Daniel Susskind, Growth. A reckoning (2024). Una delle prime letture che ci ha avvicinato al progetto di CrescitaZero: Susskind ricostruisce tra i capitoli le forze e i fattori che muovono la produttività, con una visione storica del fenomeno e uno sguardo ai trade-off che la crescita pone rispetto a politiche ambientali e redistributive.
Joel Mokyr, The Lever of Riches (1990). Il premio Nobel 2025 ripercorre millenni di creatività tecnologica per mostrare che la crescita si spegne quando una società smette di premiare chi inventa: la prosperità è l’eccezione e il ristagno la regola.
Robert J. Gordon, The Rise and Fall of American Growth (2016). La grande crescita americana tra il 1870 e il 1970 fu un evento irripetibile, figlio di invenzioni che potevano arrivare una volta sola, una cura contro le nostalgie valida anche per il nostro miracolo economico.
Philippe Aghion, Céline Antonin e Simon Bunel, The Power of Creative Destruction (2021). Il libro che spiega senza formule la teoria dietro questa serie, la distruzione creatrice: le imprese nuove scalzano le vecchie finché le rendite minacciate non si organizzano per fermarle.
Edward Chancellor, The Price of Time (2022). Il decennio di tassi a zero dopo il 2008 ha tenuto in vita imprese zombie che hanno chiuso la strada ai concorrenti più produttivi, il lato finanziario della distruzione creatrice mancata.
Joe Studwell, How Africa Works (2026). La povertà africana si spiega con la bassa densità di popolazione più che con il clima o le istituzioni, un promemoria di quanto la demografia conti per la crescita, in Africa come in Italia.
Dan Wang, Breakneck (2025). La Cina degli ingegneri costruisce e l’America degli avvocati si ferma in tribunale: il concetto chiave è la conoscenza di processo, la capacità di produrre che vive nelle persone e sparisce quando si smette di fabbricare.
Duncan Weldon, Two Hundred Years of Muddling Through (2021). Duecento anni di economia britannica, dal paese che inventò la crescita moderna a quello con un reddito pro capite vicino al Mississippi, la dimostrazione che i paesi ricchi si impoveriscono lentamente, senza una crisi che costringa a reagire.
George Selgin, False Dawn (2025). La ripresa dalla Grande Depressione fu frenata proprio da alcune misure del New Deal, i cartelli di prezzi e salari aboliti dalla Corte Suprema solo nel 1935, un antidoto agli entusiasmi per lo Stato imprenditore.
Alcuni libri italiani
Riccardo Trezzi e Guido Ascari, Fotografia di un declino (2026). Un progetto autopubblicato di due professori italiani che mira, dati alla mano, a comprendere dove il motore della crescita italiana si è inceppata. Anche il sito online con i contenuti multimediali e i dati sono molto utili per una prima infarinatura del tema, con un focus sul nostro Paese.
Andrea Garnero e Roberto Mania, La questione salariale (2025). Un’indagine sull’evoluzione dei salari nel nostro Paese che incrocia demografia, sistema fiscale, welfare state per rispondere a una semplice domanda: perché in Italia i salari non sono cresciuti?
Marco Leonardi e Lorenzo Rizzo, Il prezzo nascosto. Lavoro, salari e fisco nell’Italia dell’inflazione (2026). Un’ulteriore indagine sulla stasi salariale italiana, con un focus sulla dinamica inflazionistica e delle scelte - o meglio: mancate scelte - politiche volte a non proteggere il potere d’acquisto.
Alessandro Rosina, La scomparsa dei giovani (2025). Un demografo mostra in 10 mappe perché l’Italia sta vedendo ridursi il numero di giovani e le conseguenze di tale fatto sulla sostenibilità del sistema fiscale, del mercato del lavoro e della produttività.
Enrico Moretti, La nuova geografia del lavoro (2013). Una spiegazione del perché il lavoro si concentra dove ci sono i laureati e di come ogni posto nell’innovazione ne genera circa cinque nei servizi locali. Le città attraggono competenze diverse da quelle che perdono.
Paolo di Martino e Michelangelo Vasta, Ricchi per caso. La parabola dello sviluppo economico italiano (2017). Centocinquant’anni di sviluppo economico riletti come una traiettoria fragile portata avanti da svalutazioni e piccole imprese più che da istituzioni e innovazioni. L’Italia è diventata ricca senza avere le basi per restarlo.
Gli articoli, i paper, le ricerche
European stagnation is real (Silicon Continent). Dal 2019 la produttività americana è cresciuta circa sette volte più in fretta di quella dell’eurozona: la risposta con i numeri a chi sostiene che l’Europa, in fondo, sta bene.
Intervista ad Aghion e Simon Johnson (Project Syndicate). Due premi Nobel su un’Europa che sa recuperare terreno ma ha smesso di innovare alla frontiera, stretta tra troppa regolazione e poco capitale di rischio.
How Britain Became as Poor as Mississippi (The Atlantic). Austerità e Brexit hanno impoverito il paese europeo più simile all’Italia per traiettoria, mostrando cosa succede alla politica di una democrazia quando la crescita sparisce.
Solopreneurs, Solow, and the SaaSpocalypse (Stripe Economics). I guadagni di produttività arrivano decenni dopo le tecnologie, come con l’elettricità nelle fabbriche americane, il paradosso di Solow che aiuta a calibrare le attese sull’intelligenza artificiale.
Innovation is not linear (Works in Progress). Scienza e invenzione si alimentano a vicenda e spesso è la tecnologia ad aprire la strada alla teoria, con conseguenze dirette su come finanziare la ricerca.
Romae Industriae (Maximum Progress). Roma aveva quasi tutto per decollare eppure la rivoluzione industriale arrivò diciassette secoli dopo: a fermarla fu il disprezzo aristocratico per il lavoro manuale.
Technological Breakthroughs and the Progress of Science (SSRN). Quando i primi computer arrivarono nelle università americane la produzione scientifica salì del 15 per cento in pochi anni, una misura di quanto in fretta una tecnologia generale cambia la ricerca.
The Chilean Mirror: What Argentina Sees and Cannot Yet Reach (Marcus Nunes). Ricette simili sulla carta ed esiti opposti, con il reddito cileno triplicato dagli anni Ottanta mentre quello argentino cresceva della metà: a decidere sono le istituzioni e il patto politico che le regge.
Capitalism with Chinese Characteristics (Scott Sumner). La provincia cinese cresciuta di più è quella dove lo Stato ha interferito meno, la prova che la crescita nasce dal basso anche dove comanda il partito.
Why Communist Reforms Nearly Always Failed (Works in Progress). Nei paesi comunisti i riformatori vincevano il dibattito e perdevano la partita, battuti da sequenze sbagliate e interessi organizzati, una lezione utile a chi vuole smontare rendite in qualunque sistema.
Diagnosing the Italian Disease (L. Zingales, B. Pellegrino). Uno dei paper fondamentali per capire le ragioni dell’”Italian Disease”: il ruolo dei manager, delle mancate competenze, del nepotismo, e della cultura scarsamente managerializzata delle imprese italiane.
Buone letture!
Speriamo che questi spunti possano accompagnare le prossime calde settimane.
Per vostri consigli o proposte, vi invitiamo a commentare direttamente all’interno del post Substack di questo articolo.
Gli episodi di CrescitaZero usciti finora sono raccolti sul sito della serie. Il prossimo approfondimento arriva lunedì 31 agosto. La newsletter classica prosegue però ancora per qualche giorno.



