Discussione su questo Post

Avatar di User
Avatar di pgiacome

Ottimo post che tocca vari punti. Uno su cui mi soffermo particolarmente è la selezione dei manager / direttori / ceo fatte da una proprietà che magari ha già delle difficoltà a gestire le aziende di cui sono proprietari magari con dentro mogli/mariti figlie e figlie. Il criterio che ho visto più utilizzato è: se ha fatto la Bocconi o la LUISS e se ha lavorato per qualcuna delle big4. Non importa che poi magari abbia lavorato in contesti completamente differenti e magari viene messo a capo di una realtà produttiva senza aver mai messo piede dentro ad una fabbrica. In questo caso il passaparola (me lo ha consigliato un amico) e il livello di stipendio (se costa tanto vuol dire che è bravo) diventa il criterio di selezione principale. Normalmente poi, soprattutto in caso di figure dirigenziali, abbiamo persone che restano dai 3 ai 5 anni, nel primo anno stravolgono tutto per far vedere che l'investimento ha portato del cambiamento poi lasciamo con i problemi che loro stessi hanno creato e non hanno risolto, magari con ottime buone uscite e ricominciano il ciclo da un'altra parte. Ora non voglio dire che non ci siano buoni manager in giro né tantomeno che non ci siano amministratori delegati validi, ma di media ho visto che una volta entrati nel club se hai una giusto network di relazioni per quanti danni tu faccia riesci sempre a riciclarti in qualche maniera. Tralasciando poi l'altro tema presentissimo a nord-est per cui ci sono proprietà che assumono CxO e poi comunque mantengono la catena decisionale intatta per cui assumono dirigenti per dire loro cosa fare.

Un altro commento...

Nessun post

Assolutamente, procediamo.