La produzione industriale è quasi un quarto sotto i livelli del 2007. L’Italia è l’unico grande paese europeo che non è tornato neanche ai valori di inizio millennio.
Grazie per l'articolo come sempre puntuale e scritto in modo chiaro e comprensibile anche per chi come me di queste cose ne mastica poco ma vuole capire un pochino.
Scusa, ma il calo dell'industria a basso valore aggiunto e' avvenuto perche' in alcuni paesi (cina in primis, ma non solo) viene concesso alle imprese di sfruttare i dipendenti jn maniera disumana, aumentando i profitti a spesa dellea vita della gente. Lo vogliamo dire? Perche' cio' deve essere concesso? Perche' si da per scontato che la produttivita' deve crescere a tutti i costi, senza guardare a cio' che accade effettivamente nelle vite delle persone? La gente qui in centro italia si comprava casa, metteva su famiglia e si pagava le vacanze con il lavoro nella fabbrica tessile o calzaturiera. Questo ha generato benessere, coesione sociale e jna qualita' di vita che non esiste altrove nel mondo. Abbiamo perso tutto questo a vantaggio di chi? Qual'e' il vantaggio per la nostra comunita' di avere i vestiti di shein sul mercato?
Servirebbe una politica industriale degna di questo nome, cosa che attualmente non si vede: tra favorire gli investimenti atti ad aumentare la produttività nonchè l'aggregazione delle aziende più piccole per aumentarne la taglia, e la strenua difesa dei conti pubblici, l'attuale governo ha scelto la seconda strada. Non che lo si possa biasimare, nessuno sente la mancanza degli anni di spesa "allegra" (ma il prossimo anno ci sono le elezioni politiche, quindi potrebbe cambiare qualcosa). Tuttavia è una scelta che inevitabilmente penalizza l'industria, dove le aziende più grandi riescono comunque a competere con successo sui mercati mondiali, mentre la gran parte delle attività piccole e piccolissime arrancano.
Grazie per l'articolo come sempre puntuale e scritto in modo chiaro e comprensibile anche per chi come me di queste cose ne mastica poco ma vuole capire un pochino.
Scusa, ma il calo dell'industria a basso valore aggiunto e' avvenuto perche' in alcuni paesi (cina in primis, ma non solo) viene concesso alle imprese di sfruttare i dipendenti jn maniera disumana, aumentando i profitti a spesa dellea vita della gente. Lo vogliamo dire? Perche' cio' deve essere concesso? Perche' si da per scontato che la produttivita' deve crescere a tutti i costi, senza guardare a cio' che accade effettivamente nelle vite delle persone? La gente qui in centro italia si comprava casa, metteva su famiglia e si pagava le vacanze con il lavoro nella fabbrica tessile o calzaturiera. Questo ha generato benessere, coesione sociale e jna qualita' di vita che non esiste altrove nel mondo. Abbiamo perso tutto questo a vantaggio di chi? Qual'e' il vantaggio per la nostra comunita' di avere i vestiti di shein sul mercato?
Poi ci chiediamo come mai la gente vota populista
Servirebbe una politica industriale degna di questo nome, cosa che attualmente non si vede: tra favorire gli investimenti atti ad aumentare la produttività nonchè l'aggregazione delle aziende più piccole per aumentarne la taglia, e la strenua difesa dei conti pubblici, l'attuale governo ha scelto la seconda strada. Non che lo si possa biasimare, nessuno sente la mancanza degli anni di spesa "allegra" (ma il prossimo anno ci sono le elezioni politiche, quindi potrebbe cambiare qualcosa). Tuttavia è una scelta che inevitabilmente penalizza l'industria, dove le aziende più grandi riescono comunque a competere con successo sui mercati mondiali, mentre la gran parte delle attività piccole e piccolissime arrancano.