Grazie per quest'articolo. Le tue analisi sono sempre interessanti.
Aggiungo due cose.
Per il calcolo dell'imposta di successione e della franchigia gli immobili non sono valutati secondo la loro quotazione di mercato, ma secondo il valore catastale, che di solito è inferiore al valore reale (in alcuni casi enormemente).
Inoltre è possibile effettuare donazioni in vita, con l'imposta che si calcola nello stesso modo e la franchigia che si applica separatamente (e di fatto si duplica).
Dunque tra genitori e figli l'imposta di successione si paga solo in caso di patrimoni veramente elevati, soprattutto se immobiliari.
Due considerazioni. Capisco il concetto generale della ridistribuzione ma:
1. L’idea che i miei beni (mobili, immobili o liquidi) che ho acquistato con la mia disponibilità di denaro netta - cioè con il mio reddito già abbondantemente tassato (come detto nell’articolo)- siano oggetto di ulteriore prelievo fiscale, è ovviamente fastidiosa.
2. Il motivo per cui le tasse sono così poco “amate” in Italia è che vediamo tutti gli sprechi che foraggiano alcune categorie o che, più semplicemente, sono il risultato della inettitudine di chi ci governa quando non di calcoli politici se non vero e proprio voto di scambio. Quella che voi chiamate ridistribuzione della ricchezza è vista nella migliore delle ipotesi come un utopia e nella peggiore come un premio a categorie di parassiti
In Italia esistono comunque anche le ipotecarie e catastali che colpiscono i patrimoni sottosoglia; a seconda della consistenza e delle esenzioni di solito ammontano a qualche migliaio di euro.
Io non sarei per intervenire con l'accetta ma per distinguere tra liquidi e immobili.
Se ad esempio si eredita un locale commerciale invendibile e inaffittabile come ce ne sono tantissimi in giro per l'Italia, una aliquota Belga rappresenterebbe la rovina di chi eredita e verrebbe costretto a rinunciare all'eredità.
Sui liquidi (strumenti monetari e fondi) sono invece d'accordo per aliquote elevate.
Grazie per quest'articolo. Le tue analisi sono sempre interessanti.
Aggiungo due cose.
Per il calcolo dell'imposta di successione e della franchigia gli immobili non sono valutati secondo la loro quotazione di mercato, ma secondo il valore catastale, che di solito è inferiore al valore reale (in alcuni casi enormemente).
Inoltre è possibile effettuare donazioni in vita, con l'imposta che si calcola nello stesso modo e la franchigia che si applica separatamente (e di fatto si duplica).
Dunque tra genitori e figli l'imposta di successione si paga solo in caso di patrimoni veramente elevati, soprattutto se immobiliari.
Due considerazioni. Capisco il concetto generale della ridistribuzione ma:
1. L’idea che i miei beni (mobili, immobili o liquidi) che ho acquistato con la mia disponibilità di denaro netta - cioè con il mio reddito già abbondantemente tassato (come detto nell’articolo)- siano oggetto di ulteriore prelievo fiscale, è ovviamente fastidiosa.
2. Il motivo per cui le tasse sono così poco “amate” in Italia è che vediamo tutti gli sprechi che foraggiano alcune categorie o che, più semplicemente, sono il risultato della inettitudine di chi ci governa quando non di calcoli politici se non vero e proprio voto di scambio. Quella che voi chiamate ridistribuzione della ricchezza è vista nella migliore delle ipotesi come un utopia e nella peggiore come un premio a categorie di parassiti
In Italia esistono comunque anche le ipotecarie e catastali che colpiscono i patrimoni sottosoglia; a seconda della consistenza e delle esenzioni di solito ammontano a qualche migliaio di euro.
Io non sarei per intervenire con l'accetta ma per distinguere tra liquidi e immobili.
Se ad esempio si eredita un locale commerciale invendibile e inaffittabile come ce ne sono tantissimi in giro per l'Italia, una aliquota Belga rappresenterebbe la rovina di chi eredita e verrebbe costretto a rinunciare all'eredità.
Sui liquidi (strumenti monetari e fondi) sono invece d'accordo per aliquote elevate.