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Avatar di GianMarco Senna

Analisi che condivido, e la conclusione sull'energia mi pare quella giusta. Aggiungerei però una seconda cosa che dalla Spagna conviene copiare, e non è economica: è istituzionale.

Fra il 1995 e il 2003 Madrid ha costruito centotrentuno chilometri di metropolitana e settantasei stazioni, cinquantasei nei primi quattro anni e settantacinque nei quattro dopo, e non spendendo più di noi al chilometro: nel database del Transit Costs Project la mediana spagnola sta sotto quella italiana. Il pezzo che manca da noi non sono i soldi, è che là decide un ente solo. Il Consorcio Regional de Transportes governa il trasporto di sette milioni di persone dal 1985. Nel bacino di Milano i contratti di servizio sono quarantacinque, e per legge regionale l'autorità di bacino non può occuparsi del servizio urbano del capoluogo.

Con un avvertimento che rafforza la sua tesi, però. Madrid quella rete l'ha fatta senza avere edilizia sociale: la Spagna sta in fondo alla classifica OCSE, fra l'uno e il due e mezzo per cento, e la società comunale della casa di Madrid possiede poco più di novemila alloggi, che sono il parco pubblico in affitto più grande di tutta la Spagna. Milano, con una popolazione due volte e mezza più piccola, ne ha sei volte tanti. Il che spiega bene perché nei sondaggi del CIS la casa stia al quarantatré per cento e l'immigrazione al ventitré: la crescita per addizione il conto lo presenta lì.

Avatar di Jan Casalicchio

Grazie per questa lucida analisi. Mi chiedo se l'aumento della popolazione (grazie all'immigrazione) non contribuisca però anche a un aumento del tasso di fecondità, quello sì sarebbe necessario sia all'Italia che alla Spagna.

Inoltre si è parlato di attrattività della Spagna (anche per profili altamente qualificati). Per l'Italia non si danno dati, ma il sospetto è che l'Italia perda persone (soprattutto giovani e persone di alta qualificazione) molto più che la Spagna, e soprattutto non attrae stranieri con profili qualificati. È effettivamente così?

Avatar di Lorenzo Ruffino

Sul tasso di fecondità, in parte ma non così tanto. Come cala quello degli spagnoli, cala anche quello degli immigrati. Tra l'altro la stessa cosa succede in Italia.

Sulla seconda domanda, difficile avere dati, ma allo stesso tempo, basta vedere su LinkedIn le offerte a Madrid/Barcellona o a Milano e si vede come tantissime imprese innovative o startup sono là e non qui. Quindi, è abbastanza probabile che ci sia un flusso di persone qualificate che vanno in Spagna (io stesso ci avevo pensato ricevendo delle ottime offerte a Barcellona). Il minor carico fiscale poi in particolar modo sugli stipendi più alti probabilmente contribuisce a questo. A parità di lordo, con uno stipendio medio-alto, rimane decisamente di più in Spagna.

Avatar di Jan Casalicchio

Grazie per la risposta. Nel mio ambito (università) credo che molti di noi considererebbero la Spagna, mentre è molto raro avere colleghi spagnoli in Italia. Invece diversi colleghi italiani all'estero a un certo punto sentono il richiamo di casa e tornano in Italia, tranne quelli che hanno ormai creato una famiglia nel paese in cui si sono trasferiti.