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Avatar di ragionamentifinanziari

Spero ci sia un bias nel campionamento… ad ogni modo è un paese finito. Vogliono tutti di più, pagando meno, senza neanche sapere chi paga per cosa (ie i lavoratori che versano uno sproposito tra contributi e imposte rispetto a ciò che ottengono)

Avatar di GianMarco Senna

L'81 per cento e la sfiducia non sono in contraddizione, e si capisce guardando che cosa incontra un cittadino quando incontra lo Stato. Un esempio misurato: nell'EU Payment Observatory 2025 della Commissione europea, sulla stessa pagina, stanno due numeri. Il MEF dice che la pubblica amministrazione paga i suoi fornitori in ventisette giorni, un'indagine condotta presso i fornitori dice settanta. Il miglioramento è vero e va riconosciuto, nel 2019 si stava a quarantatré. Ma la scadenza da cui si contano i giorni di ritardo la registra l'amministrazione che deve pagare, e la Corte dei conti ha verificato che risulta più lunga del limite di legge: tre giorni per i comuni, sei per le regioni. Chi viene misurato tiene il metro. Ripetuto abbastanza spesso, dà il paese che descrivi: uno che chiede allo Stato di intervenire e non crede a quello che lo Stato dichiara di aver fatto. Non è incoerenza, è memoria. La conclusione che ne traggo, però, è il contrario di quella che di solito si tira: un apparato che non riesce a pagare le sue fatture nei termini che si è dato da solo non è un apparato a cui conviene affidare altri compiti. Meno cose da fare, fatte nei tempi, è anche la strada più corta per riavere un po' di fiducia. Una curiosità sui microdati, se ci hai guardato: la sfiducia è uniforme, o è più alta fra chi con l'amministrazione ha a che fare per mestiere, autonomi e imprese?

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